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Processionaria del pino: cosa deve sapere e fare un Comune

Biologia e ciclo della processionaria, rischi per la salute, norme in vigore dopo la fine della lotta obbligatoria nazionale, ordinanze comunali e un calendario pratico degli interventi sul verde pubblico.

In sintesi

  • La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è una falena le cui larve hanno peli urticanti, pericolosi per persone e animali domestici.
  • La lotta obbligatoria nazionale del DM 30 ottobre 2007 è stata abrogata dal DM 6 dicembre 2021 (Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2022).
  • Oggi gli obblighi derivano soprattutto dalle ordinanze del sindaco e dai regolamenti comunali, a tutela della salute pubblica.
  • I nidi si tolgono in inverno, prima che le larve scendano a terra tra fine febbraio e inizio aprile.

Che cos'è la processionaria del pino

La processionaria del pino è un lepidottero, Thaumetopoea pityocampa, diffuso in gran parte d'Italia. Il danno lo fanno le larve, che si nutrono degli aghi e defogliano le piante. Gli attacchi colpiscono soprattutto il pino nero e il pino silvestre, ma anche il pino d'Aleppo, il pino domestico e il pino marittimo; più raramente il cedro e il larice.

Le infestazioni si concentrano sugli alberi esposti al sole, ai margini dei gruppi e lungo i viali. Di rado l'albero muore, ma le defogliazioni ripetute lo indeboliscono e lo rendono più vulnerabile ad altri parassiti. Le popolazioni hanno picchi ciclici, in media ogni 5–7 anni, e gli inverni miti favoriscono la sopravvivenza delle larve anche a quote più alte.

Il ciclo biologico della processionaria, stagione per stagione

  1. Estate: volo degli adulti e uova

    Le farfalle escono dal terreno tra fine giugno e inizio settembre, con il picco a luglio. Le femmine depongono le uova a spirale attorno a una coppia di aghi; l'incubazione dura in media un mese.

  2. Fine estate e autunno: le giovani larve

    Le larve nascono da fine luglio in montagna, da fine agosto in pianura e collina, di solito non prima di settembre nelle pinete costiere. Dalla terza età compaiono i peli urticanti e le larve costruiscono i primi nidi di seta.

  3. Inverno: il nido definitivo

    All'inizio dell'inverno le larve si riuniscono nel nido definitivo, ben visibile sulla chioma da dicembre a inizio febbraio, di solito sui rami più soleggiati.

  4. Fine inverno e primavera: le processioni

    Tra fine febbraio e inizio aprile, secondo il clima, le larve mature scendono lungo il tronco in fila indiana e si interrano a 5–20 cm di profondità. È il periodo in cui il contatto con persone e animali è più probabile.

  5. Nel terreno: crisalide e diapausa

    Nel suolo le larve si trasformano in crisalidi, che possono restare in diapausa anche per più anni prima di dare nuovi adulti.

Rischi per la salute di persone e animali

I peli delle larve, presenti anche nei nidi, si staccano facilmente e si disperdono nell'aria. Il contatto con pelle, occhi e prime vie respiratorie può causare irritazioni, dermatiti e reazioni allergiche, anche importanti nelle persone sensibili. Sono esposti in particolare gli operatori del verde che lavorano senza protezioni adeguate.

Anche gli animali domestici sono a rischio, soprattutto i cani che annusano o toccano con la bocca le larve in processione. Dopo un contatto conviene lavarsi e cambiare i vestiti; se compaiono sintomi a pelle, occhi o respiro bisogna rivolgersi al medico, e per gli animali serve subito il veterinario.

Le indicazioni da dare ai cittadini sono semplici:

  • non sostare sotto i nidi o vicino alle processioni;
  • tenere i cani al guinzaglio nelle aree con pini infestati;
  • non toccare nidi e larve senza protezioni;
  • segnalare al Comune le infestazioni in aree pubbliche o molto frequentate.

La processionaria è ancora a lotta obbligatoria?

No, non a livello nazionale. Il decreto ministeriale 30 ottobre 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 40 del 16 febbraio 2008), che rendeva obbligatoria la lotta su tutto il territorio, è stato abrogato dal DM 6 dicembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2022 insieme all'abrogazione di altri provvedimenti di lotta obbligatoria ormai superati. Diverse ordinanze comunali citano ancora il decreto del 2007: quando le rinnovate, conviene aggiornare i riferimenti.

Il venir meno dell'obbligo fitosanitario non cancella il rischio sanitario. Per questo molti Comuni continuano a intervenire con ordinanze del sindaco, che agisce come autorità sanitaria locale ai sensi dell'art. 50 del D.Lgs. 267/2000 (Testo unico degli enti locali). Alcune Regioni lo spiegano chiaramente: in Piemonte, ad esempio, il proprietario di piante infestate deve intervenire in autonomia, mentre il Comune elimina le infestazioni sul verde pubblico e può ordinare ai privati di farlo a proprie spese.

Le regole di dettaglio cambiano da Regione a Regione e da Comune a Comune: verificate sempre le indicazioni del Servizio fitosanitario regionale e dell'azienda sanitaria locale.

Cosa prevede di solito un'ordinanza sulla processionaria

Le ordinanze comunali sulla processionaria hanno una struttura simile. In genere:

  • ordinano a proprietari, amministratori di condominio e conduttori di aree verdi di ispezionare pini e cedri per verificare la presenza di nidi;
  • impongono, se i nidi ci sono, la rimozione e distruzione dei rami infestati, con i dispositivi di protezione necessari o tramite ditte specializzate;
  • indicano i metodi complementari (trappole, trattamenti) e ricordano che i prodotti fitosanitari si usano solo se autorizzati e nel rispetto delle regole per le aree frequentate dalla popolazione;
  • affidano all'ufficio verde gli interventi sulle alberature pubbliche e prevedono controlli e sanzioni per chi non adempie.

Un'ordinanza è più efficace se viene pubblicata entro l'inverno, quando i nidi sono visibili e prima delle processioni, ed è accompagnata da informazioni chiare per i cittadini su rischi e comportamenti da tenere.

I metodi di lotta alla processionaria

Rimozione meccanica dei nidi

In inverno si tagliano e distruggono i rami con i nidi, dove è tecnicamente possibile. Lo fanno operatori formati, con protezioni complete. Riduce l'infestazione ma non la elimina del tutto.

Trappole a collare

Si fissano sul tronco prima della discesa delle larve, entro fine inverno, e le convogliano in un sacco di raccolta che poi viene eliminato.

Trappole a feromoni

Da metà giugno, prima del volo, catturano i maschi adulti: servono per il monitoraggio e, su superfici ampie, per la cattura massale.

Lotta microbiologica

I trattamenti a base di Bacillus thuringiensis agiscono sulle giovani larve a fine estate. Su alberi grandi e in aree pubbliche l'uso è limitato da vincoli tecnici e dalle regole del Piano d'azione nazionale (PAN).

Endoterapia

L'iniezione nel tronco di prodotti registrati si riserva ai casi in cui gli altri metodi non sono praticabili. In aree pubbliche può servire un'autorizzazione: in Emilia-Romagna, ad esempio, una deroga al PAN rilasciata dalla Regione.

Prevenzione

Nei nuovi impianti conviene evitare le specie più colpite nelle zone a forte infestazione: in Emilia-Romagna si sconsiglia il pino nero sotto i 500 m di quota.

Tutti i trattamenti vanno eseguiti da operatori abilitati, con prodotti autorizzati e seguendo le indicazioni del Servizio fitosanitario regionale. Gli adulti volano anche da aree vicine, quindi un'infestazione può tornare: i risultati migliori si ottengono combinando più metodi e coordinando verde pubblico e privato.

Calendario degli interventi

PeriodoCosa succedeCosa fare
Giugno – agostoVolo degli adulti e deposizione delle uova.Trappole a feromoni da metà giugno; programmazione dei sopralluoghi.
Fine agosto – novembreNascita delle larve, primi nidi, compaiono i peli urticanti.Sopralluoghi su pini e cedri; eventuali trattamenti microbiologici sulle giovani larve; preparazione dell'ordinanza.
Dicembre – febbraioNidi definitivi ben visibili.Taglio e distruzione dei nidi con protezioni complete; montaggio delle trappole a collare; aggiornamento del censimento.
Fine febbraio – aprileDiscesa delle larve in processione.Avvisi nelle aree frequentate; attenzione a scuole, parchi gioco e aree cani; svuotamento delle trappole.
MaggioCrisalidi nel terreno.Verifica dei risultati e mappa delle piante infestate per l'anno successivo.

Mappare i pini infestati nel censimento

Sapere dove sono i pini e i cedri del Comune, quali sono stati infestati negli anni passati e dove si trovano scuole, parchi gioco e percorsi frequentati permette di decidere le priorità senza ripartire da zero ogni inverno. Per ogni albero bastano poche informazioni: specie, posizione, presenza dei nidi, data del sopralluogo, intervento eseguito e foto.

Con Ecoplant pini e cedri sono sulla mappa con la loro scheda: chi fa il sopralluogo annota i nidi e scatta le foto, la rimozione diventa un lavoro per la squadra con foto prima e dopo, e l'anno successivo trovate lo storico di ogni albero. Con i filtri ritrovate subito le piante da controllare.

Domande frequenti

Chi deve togliere i nidi di processionaria da un albero privato?

Il proprietario o chi ha in gestione l'area verde, ad esempio il condominio. Molti Comuni lo prevedono espressamente con un'ordinanza del sindaco, che stabilisce anche come intervenire e quali sanzioni si applicano a chi non lo fa.

La lotta alla processionaria è ancora obbligatoria?

A livello nazionale no: il DM 30 ottobre 2007 è stato abrogato dal DM 6 dicembre 2021. Restano gli obblighi fissati da ordinanze e regolamenti comunali a tutela della salute pubblica, quindi conviene sempre controllare le regole del proprio Comune.

Quando si tolgono i nidi di processionaria?

In inverno, indicativamente da dicembre a inizio febbraio, quando i nidi definitivi sono ben visibili e le larve non sono ancora scese a terra. È un lavoro da fare con protezioni complete, perché in questo periodo i peli sono particolarmente pericolosi.

Cosa fare se un cane tocca la processionaria?

Portarlo subito dal veterinario, perché il contatto con bocca e lingua può causare lesioni serie. Nel frattempo evitate di toccare le larve e i peli a mani nude.

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Fonti: Regione Emilia-Romagna, Servizio fitosanitario – Processionaria del pino; Regione Piemonte – Processionaria del pino; Regione Toscana – Abrogati 17 provvedimenti di lotta obbligatoria. Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la valutazione di un tecnico abilitato.