In sintesi
- Il bagolaro (Celtis australis L.) è un albero deciduo autoctono, diffuso nell'Europa meridionale e in Italia.
- Da adulto raggiunge 15–21 m, in alcuni casi 20–25 m, con chioma arrotondata e ampia.
- È tra gli alberi urbani più rustici: alta tolleranza a siccità, salinità e suolo compattato, poche malattie.
- Punti deboli: scarsa capacità di compartimentare le carie, radici superficiali che sollevano le pavimentazioni, caduta di rami.
Come riconoscere il bagolaro
Il bagolaro ricorda un olmo, con cui un tempo era classificato nella stessa famiglia. Oggi il genere Celtis è collocato nelle Cannabacee. I caratteri principali:
- Foglie: alterne, ovato-lanceolate, con l'apice lungo e appuntito e il margine seghettato; ruvide sopra, più morbide e pelose sotto. In autunno diventano giallognole.
- Corteccia: grigia o grigio-argentea, liscia o appena corrugata anche negli alberi adulti.
- Fiori: piccoli e poco vistosi, a fine primavera.
- Frutti: piccole drupe tonde, su un lungo peduncolo, che a maturità in autunno diventano scure. Sono le «bagole» da cui viene il nome; la polpa è sottile, dolciastra e commestibile.
Dimensioni e longevità
La scheda regionale dell'Emilia-Romagna indica un'altezza a maturità di 15–21 m e una chioma di grande taglia (15–25 m); la Regione Marche riporta altezze fino a 20–25 m. È un albero longevo e il legno è duro ed elastico: diversi bagolari di grandi dimensioni sono tutelati come alberi monumentali.
Il legno del bagolaro
Il legno del bagolaro è poco conosciuto ma ha buone qualità: è bianco-giallastro, con fibratura diritta, duro ed elastico. Tradizionalmente dai polloni si ricavavano stecche da biliardo, manici di fruste e bastoni da passeggio, e se ne otteneva un carbone di ottima qualità. La Regione Marche lo indica anche per ricostituire boschi su suoli poveri e poco profondi, dove altre specie faticano ad attecchire.
Habitat in Italia: perché si chiama «spaccasassi»
In natura il bagolaro vive nei boschi radi di latifoglie amanti del caldo, spesso su suoli aridi, compatti e rocciosi, preferibilmente calcarei. Le radici si insinuano nelle fessure delle rocce e dei muri: da qui il nome popolare di spaccasassi.
È una specie termofila, poco esigente in acqua (gli bastano circa 500 mm di pioggia all'anno), che non tollera inverni troppo rigidi. Si trova dalla pianura alla collina in gran parte d'Italia.
Il bagolaro in città
Proprio perché nasce in ambienti difficili, il bagolaro si adatta molto bene alle condizioni urbane. Le schede regionali ne indicano l'uso come albero isolato o in gruppo, in parchi e giardini, nei viali, in piazze e aiuole e nelle fasce tampone.
- Pregi: alta tolleranza alla siccità, alla salinità e alla compattazione del suolo; bassa suscettibilità a malattie e parassiti; non è invasivo e la scheda regionale non lo indica tra le specie allergeniche.
- Ombra: chioma ampia e moderatamente densa, che d'inverno lascia passare la luce.
- Sporcizia: moderata. I frutti cadono su marciapiedi e auto e attirano uccelli, che lasciano molti escrementi sotto la chioma.
Per queste qualità il bagolaro è una delle specie da valutare per viali caldi, con poca acqua e suolo difficile.
Radici e pavimentazioni
L'apparato radicale del bagolaro è robusto e, in città, tende a svilupparsi vicino alla superficie. La scheda regionale segnala radici superficiali che possono danneggiare marciapiedi e pavimentazioni. Per questo conviene evitarlo in aiuole troppo piccole o a ridosso di sottoservizi e muri, e prevedere già in progetto un volume di suolo adeguato e una distanza sufficiente dalla pavimentazione.
Difetti e punti deboli nella valutazione VTA
Il bagolaro è robusto, ma ha alcuni punti deboli ben noti a chi fa valutazioni VTA:
- scarsa compartimentazione delle carie: secondo la scheda regionale la specie è poco capace di isolare il legno cariato, quindi le infezioni partite da ferite e tagli si estendono rapidamente;
- caduta di rami e piccole branche, segnalata come possibile anche su alberi in buone condizioni;
- tagli di grande diametro di vecchie potature e capitozzature, che diventano punti di ingresso per le carie;
- branche codominanti con corteccia inclusa, frequenti se l'albero non è stato allevato da giovane;
- radici danneggiate da lavori su marciapiedi e sottoservizi, proprio perché superficiali.
Quando i segni visivi indicano una carie estesa, il tecnico può approfondire con indagini strumentali.
Malattie e parassiti
Il bagolaro è poco suscettibile a patogeni e parassiti. Le schede regionali segnalano:
- il giallume fogliare del bagolaro, indicato come fisiopatia;
- alcune virosi che causano foglie piccole e arricciate con maculature giallastre, e talvolta «scopazzi» di rami sottili;
- il fungo Taphrina celtidis, che forma chiazze grigio-brune sulle foglie.
Di norma queste avversità non richiedono interventi; se servono, li decide un tecnico e li eseguono operatori autorizzati secondo le regole regionali.
Potatura
Da giovane il bagolaro va allevato con potature di formazione per ottenere un fusto diritto e una buona struttura delle branche, che nei viali deve lasciare libero il passaggio. Da adulto conviene limitarsi a rimonda del secco e tagli piccoli e mirati: vista la scarsa capacità di compartimentare le carie, i grandi tagli e le capitozzature sono particolarmente dannosi per questa specie.
Scheda rapida
| Voce | Bagolaro |
|---|---|
| Nome scientifico | Celtis australis L. |
| Famiglia | Cannabacee (Cannabaceae); in passato Ulmacee |
| Altezza adulta | 15–21 m, fino a 20–25 m |
| Longevità | Elevata; esistono esemplari monumentali |
| Uso in città | Viali, piazze, parchi, aiuole, fasce tampone |
| Criticità | Scarsa compartimentazione delle carie, radici superficiali, caduta di rami, frutti ed escrementi di uccelli |
Il bagolaro nel censimento del verde
Su una specie che compartimenta male le carie, sapere dove sono stati fatti i tagli e come evolvono i difetti è essenziale. In un censimento digitale ogni bagolaro ha la sua scheda con difetti, foto, interventi e classe CPC, e lo storico mostra cosa è cambiato da un controllo all'altro. Le segnalazioni di danni alle pavimentazioni restano collegate all'albero e diventano lavori per le squadre. Scoprite il censimento degli alberi con Ecoplant.
Domande frequenti
Il bagolaro ha radici invasive?
In città tende a sviluppare radici superficiali, che secondo le schede regionali possono danneggiare marciapiedi e pavimentazioni. Va piantato con un volume di suolo adeguato e lontano da sottoservizi e muri.
I frutti del bagolaro sono commestibili?
Sì: le piccole drupe scure, le «bagole», hanno una polpa sottile e dolciastra. In città il problema è soprattutto che cadono su marciapiedi e auto e attirano gli uccelli.
Perché il bagolaro si chiama spaccasassi?
Perché in natura cresce su suoli rocciosi e le sue radici si insinuano nelle fessure delle rocce e dei muri.
Il bagolaro è adatto ai viali?
Sì, è una delle specie più adatte alle condizioni urbane: tollera siccità, salinità e suolo compattato. Richiede però spazio per radici e chioma e controlli sulle carie, che in questa specie si estendono rapidamente.
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Fonti: Regione Emilia-Romagna – Alberi per la città, scheda Bagolaro; Regione Marche – Scheda di arboricoltura Bagolaro. Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la valutazione di un tecnico abilitato.