In sintesi
- Prima lo spazio, poi la specie: chioma e radici a maturità devono stare nello spazio disponibile.
- I CAM del verde (DM 10 marzo 2020) chiedono specie adatte al sito, preferibilmente autoctone, resistenti allo stress urbano e al clima che cambia, ed evitano la monospecificità.
- Da evitare nei viali: frutti pesanti o imbrattanti, spine, parti velenose, elevata produzione di polline, radici superficiali o pollonifere.
- Fuori dai centri abitati gli alberi si piantano a una distanza dal confine stradale non inferiore all'altezza massima raggiungibile, e comunque almeno 6 m (art. 26 del Regolamento del Codice della strada).
I criteri per scegliere gli alberi per viali
Spazio
Larghezza del marciapiede, distanza da edifici, lampioni e linee aeree: la chioma dell'albero adulto deve starci senza potature continue.
Radici
Volume di suolo disponibile, sottoservizi e pavimentazioni. Meglio specie con radici contenute e profonde.
Allergeni e inconvenienti
Polline abbondante, frutti pesanti o che sporcano, spine, parti tossiche: contano molto dove passano tante persone.
Resistenza
Calore, siccità, inquinamento, sale antigelo, malattie e parassiti, e il clima dei prossimi decenni.
Manutenzione
Specie che non chiedono potature frequenti e hanno buona stabilità strutturale costano meno nel tempo.
Biodiversità
Più specie e più generi lungo i viali riducono il rischio che una sola malattia colpisca tutto.
Cosa chiedono i CAM per la scelta delle specie
I Criteri ambientali minimi per il verde pubblico (DM 10 marzo 2020) contengono una parte dedicata alla progettazione con indicazioni precise per la scelta delle specie. In sintesi:
- le specie devono essere coerenti con il sito e preferibilmente autoctone; una specie non autoctona va motivata nel progetto e deve essere non invasiva;
- le specie arboree vanno scelte per il tipo di impiego: per le alberate stradali il decreto cita un'altezza di impalcatura definita e un apparato radicale contenuto, preferibilmente con sviluppo in profondità;
- vanno considerati adattabilità a suolo e clima, resistenza alle malattie, resistenza allo stress urbano e all'isola di calore, e i cambiamenti climatici in corso;
- sono da evitare caratteri indesiderati come parti e frutti velenosi, frutti pesanti, maleodoranti o molto imbrattanti, spine, elevata capacità pollinifera, radici pollonifere o superficiali;
- si valutano i limiti di spazio per radici e chioma a maturità (linee aeree, impianti sotterranei, edifici) e la zona di rispetto dell'alberatura, pari alla proiezione a terra della chioma dell'albero maturo;
- per nuovi impianti e sostituzioni si cercano grande stabilità strutturale, bassi costi di gestione, pochi conflitti con infrastrutture e pavimentazioni, rusticità e adattabilità al clima che cambia;
- dove possibile si evita la monospecificità.
Il Ministero dell'Ambiente ha in programma la revisione di questi CAM: per una gara verificate sempre il testo in vigore. Approfondimento: CAM verde pubblico.
Specie comunemente usate nei viali italiani
La tabella riassume punti di forza e attenzioni ben noti delle specie più diffuse. Non è un elenco di specie consigliate: la scelta dipende da clima, suolo e spazio del singolo viale e va fatta da un progettista.
| Specie | Punti di forza | Attenzioni |
|---|---|---|
| Tiglio (Tilia spp.) | Chioma ampia e regolare, buona ombra, specie mellifera. | Gli afidi producono melata che gocciola su auto e marciapiedi. Scheda tiglio. |
| Platano (Platanus × acerifolia) | Grande sviluppo, tipico dei viali storici, tollera bene l'ambiente urbano. | Dimensioni molto grandi a maturità; è colpito dal cancro colorato, con regole fitosanitarie specifiche. Scheda platano. |
| Bagolaro (Celtis australis) | Autoctono, rustico, tollera siccità e inquinamento, longevo. | Chioma ampia: serve spazio; i piccoli frutti possono sporcare le pavimentazioni. Scheda bagolaro. |
| Leccio (Quercus ilex) | Autoctono, sempreverde, adatto al clima mediterraneo e alla siccità. | Crescita lenta, chioma densa che fa ombra anche d'inverno. Scheda leccio. |
| Acero campestre (Acer campestre) | Autoctono, rustico, dimensioni medio-piccole adatte a strade non larghe. | Ombra più limitata rispetto ai grandi alberi da viale. |
| Carpino bianco (Carpinus betulus, forme fastigiate) | Autoctono; le forme a chioma stretta stanno anche in spazi ridotti. | Preferisce suoli freschi: va valutato nei siti più caldi e aridi. |
| Pino domestico (Pinus pinea) | Grande valore paesaggistico e storico, soprattutto nel Centro-Sud. | Radici superficiali che sollevano asfalto e marciapiedi, processionaria, pigne pesanti. Scheda pino domestico. |
| Ginkgo (Ginkgo biloba) | Molto resistente a inquinamento, malattie e parassiti. | Non autoctono (per i CAM va motivato); i semi delle piante femminili hanno odore sgradevole, per questo si usano esemplari maschili. |
| Lagerstroemia (Lagerstroemia indica) | Piccole dimensioni, fioritura estiva, adatta a strade strette. | Non autoctona; ombra modesta. |
Specie da evitare e rischio delle monocolture
Le specie esotiche invasive vanno escluse. Un esempio diffuso nelle città italiane è l'ailanto (Ailanthus altissima), inserito nel 2019 nell'elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale (Reg. UE 1143/2014).
Il secondo rischio è la monocoltura: un viale di soli platani o soli pini è esposto in blocco a un'unica malattia o a un unico parassita. Una regola empirica nota in arboricoltura, proposta da Santamour, suggerisce di non superare il 10% di una sola specie, il 20% di un solo genere e il 30% di una sola famiglia nel patrimonio arboreo di una città. Il censimento è lo strumento per verificarlo.
Distanze: cosa dice il Codice della strada
- Fuori dai centri abitati la distanza dal confine stradale per piantare alberi non può essere inferiore alla massima altezza raggiungibile dalla specie a maturità, e comunque non inferiore a 6 m (art. 26, comma 6, del Regolamento del Codice della strada, DPR 495/1992). Per le siepi vive alte fino a 1 m la distanza minima è 1 m, oltre 1 m è 3 m.
- Nei centri abitati il Regolamento non fissa una distanza specifica per gli alberi: valgono il regolamento del verde e gli altri strumenti del Comune, oltre alla distanza da sottoservizi e pavimentazioni richiamata dai CAM.
- Rami sulla strada: i proprietari dei terreni confinanti devono tagliare i rami che sporgono oltre il confine stradale e nascondono la segnaletica (art. 29 del Codice della strada).
- Tra proprietà private valgono le distanze dei regolamenti o degli usi locali; in mancanza, l'art. 892 del Codice civile prevede 3 m per gli alberi di alto fusto, 1,5 m per quelli di non alto fusto e 0,5 m per arbusti e siepi.
Dalla piantagione alla manutenzione
Una buona specie piantata male non dura. I CAM indicano anche come mettere a dimora: buca adeguata alla zolla, colletto a livello del terreno, tutoraggio con castello a tre o quattro pali, protezione del colletto e del fusto, pacciamatura. Negli anni successivi servono potature di formazione per impostare l'impalcatura alla giusta altezza ed evitare in futuro tagli drastici. Vedi la guida alla potatura corretta.
Il censimento per pianificare i viali
Per decidere cosa piantare e cosa sostituire serve sapere cosa c'è già: quante specie, in che proporzione, in che stato, con quali problemi. In Ecoplant ogni albero dei viali ha la sua scheda con specie, dimensioni, stato, foto e posizione sulla mappa; i filtri mostrano subito la composizione per specie di una via o di un quartiere, e gli abbattimenti restano nello storico con data e motivo. Scoprite il censimento degli alberi con Ecoplant.
Domande frequenti
Quali sono i migliori alberi per viali?
Non esiste una specie migliore in assoluto: dipende da spazio disponibile, clima, suolo e sottoservizi. In generale si cercano specie adatte al sito, resistenti allo stress urbano e alla siccità, con radici contenute e senza frutti pesanti o imbrattanti, e si alternano più specie lungo i viali.
A che distanza dalla strada si può piantare un albero?
Fuori dai centri abitati la distanza dal confine stradale non può essere inferiore all'altezza massima che la specie raggiunge a maturità, e comunque non inferiore a 6 m (art. 26 del Regolamento del Codice della strada). Nei centri abitati valgono le regole del Comune.
Perché non piantare un'unica specie lungo un viale?
Perché una sola malattia o un solo parassita può colpire tutti gli alberi insieme, come accade con il cancro colorato nei viali di platani. I CAM chiedono di evitare, dove possibile, la monospecificità.
Si possono usare specie non autoctone?
Sì, ma per i CAM la scelta va motivata nel progetto, considerando lo spazio, i vantaggi attesi e l'assenza di problemi sanitari e di diffusione incontrollata. Le specie esotiche invasive, come l'ailanto, vanno escluse.
Quali alberi non rompono i marciapiedi?
Dipende soprattutto dallo spazio lasciato alle radici: in un'aiuola troppo piccola anche una specie adatta può sollevare la pavimentazione. I CAM chiedono per le alberate stradali specie con apparato radicale contenuto e preferibilmente profondo, ed evitano quelle con radici superficiali.
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Leggi anche
Fonti: DM 10 marzo 2020, CAM verde pubblico (GU n. 90 del 4/4/2020); DPR 495/1992, art. 26 (Normattiva); Codice della strada, art. 29 (Normattiva); Codice civile, art. 892 (Normattiva). Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la valutazione di un tecnico abilitato.